Ristoranti, Bar, Ortofrutta e Pescherie i più penalizzati

Cascina maglia nera, aumenti fino al 18%

Rivedere le tariffe ed evitare clamorose disparità tra un comune e l’altro”

La Tari continua a rappresentare per le imprese del territorio pisano un peso insostenibile. È quanto emerge dallo studio di Confcommercio Provincia di Pisa su un campione di nove comuni, Pisa, Cascina, Pontedera, Ponsacco, San Giuliano Terme, San Miniato, Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Volterra, dove risultano evidenti gli aumenti della tariffa sui rifiuti che hanno caratterizzato il 2023. Le categorie maggiormente gravate e penalizzate sono soprattutto quelle dei ristoranti, pizzerie, bar, caffè, pasticcerie, pescherie, ortofrutta e fiorai. È a Cascina che si registra la situzione peggiore della provincia, con un aumento medio del 15% rispetto al 2022.

Non solo un ristorante o una pizzeria di Cascina si ritrova a pagare oltre 1.000 euro in più di Tari rispetto al 2022, ma paga praticamente il doppio rispetto a un omologo situato in altri comuni della provincia. Per fare un esempio, un ristorante di Cascina della superficie di 150 metri quadrati nel 2023 paga 6.039 euro, mentre lo stesso ristorante situato a San Giuliano Terme 4.734 euro, a Pisa 4.134 euro, a San Miniato 3.871 euro, a Pontedera 3.610 euro, a Volterra 2.616 euro, Disomogeneità che si replicano se applicate ad altre categorie all’interno della stessa provincia. Ad esempio

un negozio di abbigliamento di 200 metri quadri a San Giuliano Terme paga 1.782 euro l’anno, quasi il doppio di uno stesso negozio situato nella vicina Pisa (1.124 euro), un bar di 100 metri quadri a Cascina si ritrova a pagare 2.750 euro all’anno di Tari, rispetto ai 1.315 per la stessa attività situata a Volterra, un ortofrutta di 70 metri quadri a Cascina pagherà 3.126 euro rispetto ai 1.537 euro di una stessa attività a Ponsacco.

La fiscalità locale rappresenta un peso rilevante per le imprese dei nostri territori, e tra i vari tributi, la Tari è tra quelli che grava maggiormente su commercianti e imprenditori” annuncia il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli. “In un contesto generale di aumenti nella maggior parte dei comuni analizzati colpisce il caso di Cascina, anche alla luce di notevoli sproporzioni che vedono ad esempio aumentare la Tari del 18 e del 17% per ristoranti e bar e di appena il 3% per gli ipermercati. Chiediamo all’amministrazione comunale di intervenire con la massima urgenza per adeguare le tariffe e cancellare una disparità francamente inaccettabile rispetto ai comuni vicini. Anche San Giuliano Terme registra tariffe molto alte rispetto alla media provinciale praticamente in tutti i settori analizzati e anche in questo caso auspichiamo un intervento tempestivo dell’amministrazione. Positivo invece il caso di Volterra, che si conferma tra i comuni con le tariffe più basse per la maggior parte delle categorie, mentre apprezziamo l’intervento del comune di San Miniato, che nel 2020 aveva la Tari più elevata a livello provinciale con tariffe in media più alte del 55%, e che anche in seguito alle nostre sollecitazioni ha abbassato le tariffe allineandole a quelle degli altri comuni, con una diminuzione media del 6%”.

Quella che si registra all’interno dei comuni della stessa provincia è comunque una disomogeneità inaccettabile” afferma il direttore di Confcommercio Pisa “anche confrontando realtà con diversi parametri di popolazione, tessuto imprenditoriale, densità abitativa e condizioni territoriali. Serve necessariamente un cambio di rotta non più rinviabile: per il 2024 chiediamo ai sindaci di rivedere le tariffe tenendo conto delle specificità delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi, al fine di prevedere agevolazioni, esenzioni e soprattutto condizioni più eque in base alla tipologia di attività, proprio a partire dai casi più gravi come quello di Cascina”.