Confcommercio critica il coprifuoco alle 22 e la somministrazione consentita solo negli spazi all’aperto

“Avevamo chiesto una data per la riapertura, ma non di certo a queste condizioni. Il nuovo Decreto, che dal 26 aprile prevede in Zona Gialla l’apertura di ristoranti e bar solo all’esterno, è decisamente peggiorativo rispetto al precedente!”.

È durissima la posizione del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli sul Decreto approvato dal Governo che entrerà in vigore da lunedì. “Per i pubblici esercizi la situazione resta catastrofica, e la linea scelta non fa che girare il coltello nella piaga. Era difficile fare peggio, ma addirittura questo Decreto penalizza ulteriormente bar e ristoranti rispetto all’ultima Zona Gialla. Estendere il coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio è incomprensibile, e finora almeno la somministrazione all’interno dei locali era consentita fino alle 18, mentre da lunedì si toglie anche questa possibilità e viene consentita solo all’esterno, fino al 1° giugno. È una discriminazione gravissima, che di fatto allunga di un altro mese il periodo di lockdown per più della metà dei bar e ristoranti italiani, se consideriamo che in Italia i pubblici esercizi che non hanno la possibilità di utilizzare lo spazio esterno sono oltre il 50%”.

“Queste scelte sono estremamente punitive nei confronti di imprenditori che stanno pagando a carissimo prezzo la crisi, e che chiedono solo di poter tornare a lavorare rispettando tutti i protocolli di sicurezza” afferma Pieragnoli. “La categoria ha già pagato con la chiusura di più di 20mila imprese e la perdita di 250mila posti di lavoro nel 2020 in tutta Italia, e se la politica resta quelle delle chiusure e dei lockdown ci misureremo con numeri ben peggiori”.

Per il direttore di Confcommercio Pisa è quantomai urgente che le chiusure vengano almeno accompagnate “Da sostegni realmente adeguati alle perdite di fatturato. I fondi stanziati finora non corrispondono nel modo più assoluto ai mancati incassi, e gli imprenditori non possono continuare a lavorare solo con asporto e consegna a domicilio e continuare a sostenere tutte le spese. È ora che i buoni propositi annunciati dal Governo si traducano in ristori immediati e veramente accessibili per le imprese più penalizzate”.

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