Si sta tenendo in queste ore la manifestazione nazionale a Roma che vede riuniti titolari e gestori di stabilimenti balneari di tutta Italia. Presente in piazza Santi Apostoli una delegazione di balneari pisani per chiedere definitiva chiarezza sulla Bolkestein.

“Vogliamo subito una legge uguale per tutti, in gioco c’è il futuro della balneazione attrezzata italiana!” – l’allarme del presidente Sib Confcommercio Pisa Fabrizio Fontani – “Dopo la scadenza del 31 dicembre stiamo ancora aspettando una legge da parte del Governo valida per tutti i comuni d’Italia. Questa incertezza normativa ha generato una situazione a macchia di leopardo, dove ogni comune applica in modo arbitrario una legge sulle concessioni generando soprattutto profonda incertezza per il futuro delle nostre imprese”.

Finora tutti gli auspici della categoria sono stati disattesi, sia a livello politico che giuridico, ma il tempo dei rinvii è finito!” ribadisce Fontani, “Questa non è una manifestazione contro il Governo, ma un atto indispensabile per affermare il nostro diritto ad esistere. Gli stabilimenti balneari sono il fiore all’occhiello della nostra offerta turistica, si basano su competenza e professionalità e abbiamo bisogno di certezze per poter investire e continuare a lavorare”.

Abbiamo chiamato a raccolta tantissimi imprenditori balneari provenienti da tutta Italia, proprio a causa della mancata emanazione, da parte dello Stato nazionale, di un atto normativo chiarificatore sulla durata delle concessioni demaniali marittime vigenti” afferma Federico Pieragnoli, segretario generale operativo del Sindacato Italiano Balneari Confcommercio e direttore di Confcommercio Provincia di Pisa.

La questione non è mai stata affrontata da tutti i Governi che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni, i quali hanno, piuttosto, preferito rinviare concedendo proroghe con diverse scadenze, poi annullate dalla giurisprudenza italiana e oggi manca una legge nazionale per un corretto recepimento della Direttiva Bolkestein”.

Non è più assolutamente rinviabile un intervento normativo che eviti la gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative in materia, e, soprattutto, il forte e concreto rischio di inevitabili contenziosi che gli imprenditori sarebbero costretti ad intraprendere presso le autorità giudiziarie competenti. È evidente la gravità della situazione e l’urgenza di un intervento normativo risolutivo che metta in sicurezza giuridica la balneazione attrezzata italiana e faccia ripartire il settore”.

La nostra balneazione attrezzata rappresenta una risorsa fondamentale per l’offerta turistica del Paese e un comparto rilevante per l’economia italiana” sottolinea Pieragnoli “Si tratta di 30mila imprese, prevalentemente a conduzione familiare, con 100mila addetti diretti che rischiano di perdere il lavoro a causa di una errata e confusa applicazione della Direttiva Bolkestein, la quale impone la messa a gara delle concessioni demaniali marittime alla scadenza.

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Arianna Gherardeschi