sCenare al ristorante e ritrovarsi a fianco un simpatico cane con museruola e guinzaglio accucciato sotto il tavolo del padrone, oramai da alcuni mesi, è del tutto normale.

Le regole sono riportate nel Manuale di corretta prassi operativa per ristorazione, gastronomia e pasticceria redatto dalla Fipe, in collaborazione con il Ministero della salute. Il testo dice che non ci sono motivi igienico sanitari per impedire ai cani di entrare nei pubblici esercizi. In altre parole i funzionari e gli addetti ai controlli delle Asl non possono fare multe per la presenza degli animali dotati di guinzagli e museruola. Anche le amministrazioni comunali non possono prendere decisioni per limitare la circolazione degli animali nei pubblici esercizi.

Attenzione però. La libertà di circolazione è ammessa solo se il proprietario del bar, ristorante, albergo o gelateria è d’accordo. Tutti i gestori che ritengono inopportuno la presenza di animali nei propri locali possono esporre un cartello all’ingresso con la frase “Vietato l’ingresso ai cani” oppure “Io resto fuori” con il disegno del cagnolino.

Non è quindi corretto quanto dichiarato su alcuni giornali che d’ora in poi “dovranno essere rimossi i cartelli con la scritta Qui io non posso entrare , per fare spazio a quelli Qui fido è il benvenuto“.

L’altra precisazione riguarda i supermercati e le rivendite di generi alimentari che non rientrano nella categoria dei pubblici esercizi, per cui quando si fa la spesa gli animali devono aspettare fuori. L’unica eccezione riguarda i cani dei non vedenti, per loro l’ingresso è libero dappertutto.

Fonte: Il Fatto Alimentare

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