Pieragnoli (ConfcommercioPisa): “Siamo in una economia di guerra. Pil a picco, alta inflazione, salvare imprese e posti di lavoro”

“Siamo in una economia di guerra, e l’unico intervento immediato in grado di salvare imprese e posti di lavoro, sono aiuti di Stato diretti e finalizzati al pagamento degli aumenti delle bollette di luglio, agosto, settembre, fino alla fine dell’anno. Per questo, l’annunciato Decreto Aiuti Ter, che tra l’altro riguarda misure a partire da ottobre, è una goccia infinitesimale nel mare dell’emergenza in cui si trovano migliaia di imprese e milioni di famiglie”.

Il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli è tranchant sul tema: “Dalla politica mi aspetto che intervenga adesso, subito, senza ulteriori rinvii e temporeggiamenti. Mi aspetto risposte tempestive a quell’albergatore che nel mese di luglio del 2021 ha pagato una bolletta di €8.599 e nello stesso mese di quest’anno, si è visto recapitare una bolletta di €32.451; mi aspetto risposte efficaci a quella macelleria che un anno prima pagava 1.124 euro e adesso deve pagarne una di €7.018; mi aspetto aiuti concreti per quel negozio di giocattoli che ad agosto di un anno fa pagava 14.712 euro e che quest’anno ne dovrà pagare 45.244. Con i costi così incompatibili con l’attività di impresa e a parità di ricavi, gli imprenditori non solo non guadagnano, ma si trovano costretti a scelte dolorosissime: scegliere se restare aperti oppure chiudere; se pagare gli stipendi e i fornitori, oppure pagare le bollette; scegliere se mantenere i posti di lavoro oppure licenziare. Tutto questo non c’entra nulla con il normale funzionamento del mercato, ed è semplicemente inaccettabile”.

“Il contesto economico, se nei primi sei mesi è stato positivo, adesso si avvia verso la recessione” – aggiunge il direttore: “A settembre il Pil segna il punto più basso dell’anno con un -1,4%, mentre contemporaneamente l’inflazione segna il picco più alto sfondando quota 9,2% una autentica stangata per i consumi, anch’essi in calo del -1,2% ad agosto, e le imprese. Ogni giorno che passa si riduce la possibilità per tantissime imprese di continuare a restare aperti. Non possiamo in alcun modo aspettare novembre, in attesa che si formi un Governo in grado di decidere e di intervenire. Da qui ad allora, ci saranno altre due bollette, e con aumenti di questo genere molte aziende, già impegnate a pagare oneri, tasse, stipendi, affitti e fornitori, saranno già saltate. Solo nella Provincia di Pisagià nei mesi a venire potrebbero chiudere 1.000 imprese dei servizi e 3.000 persone perdere il posto di lavoro”.

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