Confcommercio Provincia di Pisa stoppa la richiesta di nuovi interventi a livello comunale per il 2023, allo stato attuale giudicandoli prematuri. “Come si fa a parlare di aiuti del comune per il 2023, quando ancora mancano all’appello i fondamentali provvedimenti del governo sul caro bollette per salvare le imprese? – si domanda il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Tirare per la giacchetta il sindaco ora come ora avrebbe poco senso, visto che senza un decisivo intervento a livello nazionale la sorte di migliaia di imprese del commercio è segnata”.

Il direttore di Confcommercio conferma che “il settore del commercio al dettaglio tiene ed è vitale, se è vero che sono sopravvissuti oltre 500 mila attività in tutta Italia nonostante la pandemia e nonostante il fatto che viviamo in stagnazione da 25 anni, con i consumi pro-capite che sono gli stessi del 1999. I comuni, a partire da Pisa e comprendendo tutti gli altri della provincia, hanno svolto un ruolo fondamentale, e gli amministratori locali hanno compreso benissimo il valore sociale del commercio, come si è visto in modo inequivocabile durante il lockdown. Proprio per questo motivo, prima di parlare di interventi a livello locale è necessario capire che cosa farà concretamente il governo per congelare le bollette e quindi salvare le imprese da qui alla fine dell’anno”.

Le nostre proposte al Governo sono chiare e immediatamente realizzabili finanziabili con gli extra-profitti delle imprese energetiche” – spiega il direttore: pagare al massimo il 20% degli importi delle bollette dell’ottobre 2021 e congelare il restante importo delle stesse; il governo blocca per legge i provvedimenti di distacco per la corrente per motivi di morosità sul modello degli sfratti”.

Il comune di Pisa, in questi anni estremamente difficili, ha fatto da apripista e non ha fatto mancare il proprio sostegno economico alle attività e per questo impegno lo ringraziamo” – conclude Pieragnoli: “pensiamo agli interventi sulla gratuità del suolo pubblico negli ultimi tre anni, all’azzeramento dell’imposta di soggiorno, all’istituzione del fondo Tari, al contributo straordinario per il sostegno all’affitto per immobili commerciali solo per citare i più eclatanti. E’ vero che c’è ancora molto da fare, ma scaricare oggi sul comune responsabilità che riguardano il governo, con il rischio di sprecare risorse che solo alla luce dei fatti, potranno davvero diventare decisive”.

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