#chiusipersempre – ““Imprese al collasso, lavoratori a casa”

#chiusipersempre – ““Imprese al collasso, lavoratori a casa”

“Sarà la manifestazione delle imprese, pacifica e sicura”
Sotto la Torre di Pisa – venerdì 30 ottobre ore 19

“Sarà la manifestazione delle imprese, degli imprenditori pisani e di tutti coloro che vorranno testimoniare vicinanza e solidarietà, in ogni caso sarà sicura, distanziata, ordinata e pacifica. Non ci sarà nessuno spazio per infiltrati e violenti. Non ha dubbi sull’esito della manifestazione il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli alla vigilia di #chiusipersempre “Imprese al collasso, lavoratori a casa” – in programma venerdì 30 ottobre alle 19, proprio sotto la Torre di Pisa.

“Un nuovo lockdown sarebbe insostenibile per quasi il 90% delle imprese del commercio, del turismo e della ristorazione con le ultime restrizioni che impattano pesantemente sul tessuto imprenditoriale provinciale: sono state chiuse 400 imprese 8.000 lavoratori sono stati mandati a casa, allo stesso tempo hanno subito pesantissime restrizioni 4.000 imprese e 11 mila addetti, con la conseguenza di bruciare fatturati e consumi per un totale di 17 miliardi di euro a livello nazionale”.

“Gli imprenditori non hanno bisogno di mance e di annunci altisonanti stile helicopter money che restano invariabilmente lettera morta” – il riferimento al Decreto Ristori del Governo: “E’ solo un primo passo, ma vista la drammaticità della situazione, ci vuole ben altro. A partire dalla cancellazione di tutte le tasse, visto che il 57% delle imprese toscane del terziario hanno enormi difficoltà a rispettare le scadenze fiscali (Irpef, Irap, Ires, Tari…) con punte elevatissime per i settori della ristorazione (85%) della ricezione turistica (81%), del commercio no-food (72%), costrette a scegliere se pagare i dipendenti o onorare le cartelle fiscali, e con la necessaria conseguenza che se queste imprese chiudono, non ci saranno più soldi neppure per gli stipendi degli statali”.

“Non di solo Covid si muore, purtroppo, ma anche di povertà e disoccupazione” – conclude il direttore, che invita tutti “alla partecipazione per non perdere definitivamente la speranza e la prospettiva di poter proseguire la propria attività”.

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