Le richieste nel corso dell’assemblea che ha riunito gli stabilimenti delle province di Pisa, Livorno e Grosseto

Attuazione immediata di un provvedimento di emergenza e riordino della normativa nazionale per l’utilizzo degli arenili, canoni e concessioni. Queste le richieste sollevate dai balneari nella nutrita assemblea organizzata dal Sindacato Italiano Balneari e dalle Confcommercio di Pisa, Livorno e Grosseto al teatro comunale di Cecina. L’incontro, moderato dal direttore di Confcommercio Pisa e Livorno, Federico Pieragnoli, e dalla direttrice di Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando, ha visto gli interventi degli onorevoli Maurizio Gasparri, Andrea Romano, Maurizio Mallegni, Manfredi Potenti, Umberto Buratti, Riccardo Zucconi e Roberto Berardi, uniti a quelli del presidente nazionale Sib Antonio Capacchione e della presidente regionale Sib Stefania Frandi, dei presidenti del Sib Confcommercio di Pisa, Livorno e Grosseto, rispettivamente Fabrizio Fontani, Alberto Nencetti e Daniele Avvento, oltre ad autorità regionali e comunali.

“Continua la nostra mobilitazione contro la recente sentenza del consiglio di stato che ha annullato la proroga al 2033 delle concessioni demaniali marittime e imposto la riassegnazione tramite gare pubbliche entro il dicembre 2023” afferma il presidente del Sib Confcommercio Pisa Fabrizio Fontani.

“Nel corso dell’incontro che ha unito i rappresentanti delle tre province della costa centro-meridionale della Toscana abbiamo chiesto con forza una normativa nazionale di riordino che disponga, in modo puntuale, l’utilizzo degli arenili, i canoni, le concessioni, la cessione ed il subentro dell’attività balneare, incassando l’impegno trasversale della politica per trovare una soluzione che sia definitiva e intoccabile. Già per salvare la prossima stagione serve inoltre l’attuazione immediata di un provvedimento di urgenza, per mettere in sicurezza il settore almeno fino al 2023 rendendo legittimi i titoli dei concessionari ad oggi invalidati dal Consiglio di Stato”.

“Non c’è tempo da perdere” tuona Fontani. “Quest’anno il 64% della domanda turistica è stata trainata dal settore balneare, ed è in gioco l’esistenza degli 80 stabilimenti del nostro Litorale, che ogni anno danno lavoro a circa mille addetti. Stiamo valutando anche azioni legali per impedire che la sentenza del Consiglio di Stato diventi definitiva, cancellando di fatto un modello di accoglienza che ha fatto la storia del nostro Paese e del nostro territorio”.

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