Confcommercio 2020: tua, sua, di tutti

Il congelamento delle clausole Iva è una vittoria di Confcommercio e una notizia senz’altro positiva, considerando che in caso di aumento dell’imposta sul valore aggiunto Pil e consumi scenderebbero quest’anno rispettivamente al -0,2% e -0,5%.

Tuttavia la persistente instabilità politica, nuove tasse all’orizzonte e una prospettiva di crescita congelata allo zero virgola, non promettono all’orizzonte del 2020 niente di buono. Se questo è lo scenario, noi imprenditori, per vocazione e mentalità, non possiamo in alcun modo permetterci il lusso di un pensiero negativo. Troppo è il senso del dovere e la responsabilità nei confronti delle nostre aziende, famiglie, collaboratori, e persino delle città e dei territori nei quali siamo radicati e operiamo con passione, professionalità, dedizione, magari da molti anni.

In questa difficile lotta per la sopravvivenza, siamo costretti a districarci in una giungla di tasse, imposte, norme, adempimenti, prescrizioni, balzelli, inefficienze, disservizi. Un darwinismo sociale distorto e squilibrato, che nulla ha a che fare con una sana ed equa competizione dove a prevalere dovrebbero essere i migliori, ha contribuito a cancellare negli ultimi anni migliaia e migliaia di aziende, soprattutto del commercio al dettaglio di qualità, quello che più identifica i territori.

“Stesso mercato stesse regole” questa è la legge aurea che noi, medi e piccoli imprenditori del commercio, del turismo, dei servizi, liberi professionisti vorremmo che fosse fatta rispettare dalle istituzioni, ma sappiamo che non è cosi, stretti come siamo in una doppia morsa: dall’alto, con le grandi company globalizzate de l’online che fanno affari d’oro in Italia pagando tasse per una percentuale ridicola; dal basso, con la concorrenza sleale di operatori fuori legge e senza scrupoli, alimentati da una economia illegale e parallela che finanzia criminalità, sfruttamento del lavoro, evasione fiscale. Quell’evasione fiscale che si vorrebbe perseguire penalizzando chi utilizza il contante e attraverso una sistematica e deliberata criminalizzazione delle attività commerciali in regola. Chi sbaglia paga, chiunque esso sia, ma a pagare non possono essere sempre e comunque gli stessi.

La buona notizia è che, in questa guerra quotidiana, gli imprenditori della provincia di Pisa non sono soli. Confcommercio è al nostro fianco, con la sua squadra di imprenditori e professionisti ad altissima affidabilità, ancora più autorevole al cospetto delle istituzioni, capace di offrire sempre più capillari servizi, nuove e inedite opportunità, più estese occasioni di ascolto e di intervento. E questo perché l’essenza di Confcommercio è rappresentata dalle 5.300 imprese oggi associate. E da tutte quelle nuove che da quest’anno faranno parte della nostra grande famiglia.

Buon 2020.

                                                                                                         Federica Grassini

Condividi la notizia:
error