SONY DSC Solo il 3% delle imprese pisane sarebbe orientato a fare nuova domanda di credito

 

A lanciare l’allarme l’Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, secondo cui le condizioni riservate alle micro, piccole e medie imprese restano estremamente difficili: Oggi, una Pmi paga mediamente tra il triplo e il quadruplo rispetto una media o grande impresa. I tassi reali pagati da una Pmi italiana sono attualmente superiori a quelli degli altri Paesi europei, più che doppi rispetto ad esempio alla Francia. Secondo i dati della Banca Centrale Europea a fine 2013 più del 60% delle Pmi italiane ha registra un aumento dei costi accessori del credito: si tratta di un primato europeo. Intanto, tra il giugno 2011 e il settembre 2014 il credito alle imprese è sceso complessivamente dell’8,3%. Nel 2014, appena il 29% delle Pmi ha avuto la sua richiesta completamente accolta, dimostrazione plastica del credit crunch ancora imperante.

Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, commenta a partire dalla situazione provinciale pisana: “Un numero su tutti: negli ultimi quattro anni le imprese avrebbero assorbito 97,2 miliardi di euro in più rispetto a quanto è stato loro concesso. A livello provinciale, la situazione è meno marcata. Nel periodo dicembre 2012 – giugno 2014 il credito alle Pmi segna un -0,1%. Ad una leggera crescita della domanda, non è corrisposta sinora una adeguata offerta dal sistema bancario. Non solo le imprese pisane riscontrano una riduzione della quantità di credito concesso, ma tra le maggiori criticità sono segnalate un aumento dei costi e delle commissioni, in crescita costante secondo una impresa su due, dei tassi di interesse e delle garanzie richieste. Ben il 17% delle imprese, l’11% in più rispetto al 2013, secondo l’indagine della Camera di Commercio di Pisa, ha dichiarato di aver ricevuto una istanza di rientro da parte della propria banca”.

“C’è un dato che ci preoccupa più di tutti” – conclude il direttore di ConfcommercioPisa – “ed è quello relativo alla domanda di credito. Solo il 3% delle imprese sarebbe orientato a fare domanda di credito neri prossimi mesi, un vero e proprio crollo rispetto al 12% del 2013. E’ del tutto evidente che, senza una adeguata erogazione di credito, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese, ogni ipotesi di ripresa a breve dell’economia e di avviamento per nuova occupazione, resteranno una pura chimera”.

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