Credito Pmi: i soldi sono tornati? Impariamo a chiederli nel miglior modo possibile!

Al convegno promosso da ConfcommercioPisa tanti utili consigli per spuntare credito in Banca

Le banche dispongono di liquidità che hanno tutto l’interesse a immettere nel sistema, ma le imprese debbono migliorare le loro credenziali avvalendosi sempre di più della consulenza qualificata di associazioni di categoria e dei professionisti. E’ questa la sintesi di “Praticamente Banca – Monitorare i costi, accedere al credito, pianifcare le risorse” la conferenza organizzata da Confcommercio Provincia di Pisa e Centro Fidi Terziario, in collaborazione con la Camera di Commercio di Pisa, l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Articolo 47, svoltasi questa mattina presso la CCIAA di Pisa. “Assistiamo ad un forte disequilibrio tra le grandi imprese che beneficiano di troppo credito, talvolta senza neanche una reale necessità e le piccole e micro imprese che ne hanno poco, caro e non possono fare a meno” – ha introdotto la presidente di ConfcommercioPisa Federica Grassini: “i tassi applicati svelano una realtà amara e inefficiente: così si scopre che oggi una grande impresa “rischiosa” con classi di rating da 6 a 10, ottiene mediamente credito a breve al 3%, esattamente la metà di quello che deve pagare una microimpresa sana”. “Le banche ci dicono che hanno tanta liquidità” – ha spiegato Valter Tamburini presidente della Camera di Commercio di Pisa – “ma questi soldi vanno rimessi in circolo per rilanciare la cosa fondamentale: gli investimenti”. “Le nuove normative introdotte impongono al sistema bancario regole ineludibili, che riducono la discrezionalità a vantaggio di criteri oggettivi” – ha chiarito il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Maurizio Masini: “per questo occorre andare nella direzione di una maggiore intelligibilità dei bilanci aziendali e una pianificazione formalizzata delle attività”. Secondo Francesco Pela, direttore del Centro Fidi Terziario “per ottenere credito occorre rispondere adeguatamente a tre facili domande: A cosa servono i soldi? Come restituirli? Quali garanzie siamo in grado di fornire in caso di insuccesso?”. Strumenti pratici efficaci per migliorare la pagella delle imprese li ha forniti l’educatore finanziario Antonio Cajelli che ha sottolineato “l’importanza della responsabilità del proprio atteggiamento, dei numeri di bilancio, che sono la carta di identità dell’impresa e del suo modo di essere valutato”. Ha moderato l’incontro il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli. Presenti il direttore Generale della Cassa di Risparmio di SanMiniato Credit Agricole Massimo Cerbai, il direttore Generale della Banca di Pisa e Fornacette Gianluca Marini, le banche Chianti, Vival, Ifis, Mps, Bper, Bpm, Ubi.

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