Decreto fiscale 2019: tutte le novità nel testo definitivo

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Decreto Fiscale 2019, sanatoria per errori formali sostituisce il condono

Salta il condono che prevedeva la possibilità di regolarizzare il non dichiarato fino a 100.000 euro all’anno versando un’imposta sostitutiva del 20%. 

Al suo posto sarà introdotta la sanatoria sugli errori formali nella dichiarazioni regolarmente presentate: sarà possibile pagare un forfait di 200 euro per ciascun anno d’imposta, fatta eccezione per le violazioni di cui al quadro RW.

Decreto Fiscale 2019: più conveniente la definizione delle liti pendenti

Le novità riguardano anche l’operazione di chiusura dei contenziosi contro l’Agenzia delle Entrate. Con un emendamento a firma della Lega, è stato introdotto uno sconto del 10% e l’eliminazione di sanzioni e interessi per le controversie per le quali è stato presentato solo il ricorso.

Lo sconto si fa più corposo in caso di vittoria in primo grado (60%) mentre sarà necessario pagare soltanto il 15% del valore della lite in caso di vittoria anche in secondo grado. 

Pagamento al 5%, invece, nel caso di controversie affidate alla Cassazione nelle quali è il contribuente ad aver vinto nei tre precedenti gradi del giudizio.

Decreto Fiscale 2019, rottamazione ter cartelle con più rate e tolleranza

Rottamazione ter delle cartelle più leggera: una delle novità sulla pace fiscale riguarda il numero di rate per la definizione agevolata dei ruoli compresi tra il 2000 e il 2017.

Soltanto nel 2019 le rate della rottamazione saranno due, con scadenze fissate a luglio e a novembre. A partire dal 2020, invece, bisognerà annotare sul calendario quattro appuntamenti, grazie alla rateizzazione ancora più lunga prevista in via definitiva dal Decreto Fiscale approvato da Camera e Senato.

Più rate per la rottamazione-ter e tolleranza in caso di ritardo minimo nei pagamenti: chi non pagherà in tempo avrà a disposizione 5 giorni di tempo per mettersi in regola.

In materia di pace fiscale resta inoltre la cancellazione automatica delle mini-cartelle dal 2000 al 2010 di importo fino a 1.000 euro, che saranno cancellate d’ufficio al 31 dicembre 2018 senza ulteriori oneri da parte del contribuente.

Decreto Fiscale 2019, proroga del bonus bebè

Bonus bebè anche per i nati dal 1° gennaio 2019: la proroga dell’assegno di natalità è una delle novità del DL n. 119/2018. 

Pur lasciando inalterati gli importi previsti e i limiti di reddito ISEE, spunta una novità: il bonus bebè sarà maggiorato del 20% per i secondi figli nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

Accesso all’anagrafe dei conti anche alla Guardia di Finanza

Anche la Guardia di Finanza potrà accedere all’Anagrafe dei conti e dei rapporti finanziari.

Con il Decreto Legge n. 119/2018 il Governo vuole rendere più efficace la lotta all’evasione fiscale grazie al lavoro congiunto tra Entrate e Fiamme Gialle.

Fino ad oggi, i dati messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate sono stati utilizzati soltanto nei confronti di un ristretto numero di società, destinatarie dei controlli tra le informazioni dichiarate e i movimenti sui conti.

Decreto Fiscale 2019, le novità sulla fattura elettronica: esonero medici e farmacie, stop sanzioni fino a settembre

Le novità contenute negli emendamenti al DL fiscale 2019 riguardano anche l’obbligo di fatturazione elettronica in vigore per le partite IVA dal 1° gennaio.

Per risolvere, seppur in parte, i rilievi sollevati dal Garante per la Privacy, sono stati inclusi tra i soggetti esonerati – accanto ai titolari di partita IVA in regime dei minimi e forfettario – anche medici e farmacie, che già trasmettono i dati al sistema TS. A questi si aggiungono le associazioni sportive dilettantistiche che non superano i 65.000 euro di entrate nell’anno.

Proroga della moratoria delle sanzioni fino a settembre 2019 soltanto per i contribuenti con liquidazione IVA mensile.

Pare quindi che i trimestrali saranno tenuti a trasmettere le fatture elettroniche entro 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione a partire dal 1° luglio 2019. Una novità che crea notevoli complicazioni per le imprese ma soprattutto per gli intermediari. A partire dal 1° gennaio invece le fatture potranno essere emesse entro il termine di liquidazione dell’IVA senza l’applicazione di sanzioni; sanzioni al 20% invece nel caso di invio entro la liquidazione d’imposta successiva.

Oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020.

Le scadenze previste sono quindi le seguenti:

  • 1° gennaio 2019: è la data ufficiale prevista per l’entrata in vigore della fattura elettronica obbligatoria B2B;
  • 1° luglio 2019: è la data proposta di introduzione dell’obbligo di scontrino elettronico per i contribuenti aventi volume d’affari superiore a 400.000 euro, con contestuale obbligo di invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi giornalieri;
  • 1° gennaio 2020: è la data proposta di avvio della lotteria degli scontrini, per partecipare alla quale occorrerà richiedere l’inserimento del proprio codice fiscale in sede di emissione dello scontrino da parte di un commerciante al dettaglio ed in tutti gli altri casi in cui viene rilasciato lo scontrino fiscale;
  • 1° gennaio 2020: è la data proposta di introduzione dell’obbligo generalizzato di scontrino elettronico e trasmissione telematica dei corrispettivi per tutte le partite IVA interessate alla fattispecie, prescindendo dal fatturato o da altri parametri di misurazione.

Precompilata IVA dal 2020

In chiusura si segnala che ulteriore novità prevista dal Decreto Fiscale 2019 è l’avvio della dichiarazione IVA precompilata a partire dal 2020 con i dati comunicati con le fatture elettroniche.

I titolari di partita IVA che accetteranno senza modifiche la dichiarazione precompilata dall’Agenzia delle Entrate saranno esonerati dall’obbligo di tenuta del registro delle fatture e dell’acquisto.

A tal proposito si segnala come l’avvento della precompilata per le partite IVA rappresenta una semplificazione soltanto apparente: viste le diverse specificità che caratterizzano ciascuna attività di lavoro autonomo o professionale (in primis le diverse percentuali di detrazione dell’imposta) sarà molto difficile accettare il modello inviato dall’Agenzia delle Entrate senza modifiche.

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2018-12-20T19:34:22+00:00