+388 aziende; assunzioni: +13%; consumi ad agosto+1,2%

Segnali timidi di ripresa per l’economia pisana, ma il contesto economico resta molto difficile. Confcommercio Provincia di Pisa analizza una serie di indicatori che rilevano un primo, seppur timido, miglioramento della situazione economica della provincia.

Demografia delle imprese pisane – A partire dalla demografia delle imprese, che nel secondo trimestre fa registrare una differenza positiva tra aperture e chiusure di +388 aziende – spiega il direttore Federico Pieragnoli.

Consumi ed emergenza sanitaria – Sul fronte dei consumi, ad agosto si registra un incremento su base annua del +1,2%, trascinato soprattutto dai servizi che fanno un balzo del +7,4%. “Nonostante le positive performance degli ultimi mesi, la distanza con i livelli del 2019 rimane ampia: nei primi otto mesi del 2021 i consumi sono ancora sotto dell’11,3% rispetto a due anni fa. Come dimostra l’ultima indagine Banca d’Italia i comportamenti di consumo restano condizionati dall’emergenza sanitaria. È ancora elevata (circa 80% come nella rilevazione precedente) la quota di famiglie che dichiarano di aver ridotto le spese per servizi di alberghi, bar e ristoranti e di aver fatto meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento rispetto al periodo precedente la pandemia. La contrazione interessa anche i nuclei che arrivano con facilità alla fine del mese, per i quali pesano soprattutto le misure di contenimento ancora in vigore al momento dell’intervista e la paura del contagio”.

Lavoro provincia di Pisa

Riprendono le assunzioni in provincia di Pisa. Nel mese di settembre le entrate previste dalle imprese pisane sono 1.640 in più rispetto al settembre 2020 (+85%) ma soprattutto +550 rispetto al settembre del 2019 (+18%), l’anno precedente alla pandemia: “Estendendo l’analisi al trimestre settembre-novembre 2021 la domanda di lavoro espressa dal sistema imprenditoriale pisano arriva a quota 9.170: +13% rispetto al medesimo trimestre di due anni fa”.

Turismo e Università – Pisa si conferma prima meta turistica della Toscana dopo Firenze, sia per arrivi che presenze. “Parliamo di una offerta di oltre 16 mila posti letto e 540 esercizi ricettivi. Prima del Covid il dato giornaliero registrava circa 5 mila pernottamenti giornalieri nella sola città della Torre. Il turismo balneare ha retto lo choc della pandemia, mentre per le città d’arte la situazione è decisamente peggiore, a causa della forte componente straniera che caratterizza questo tipo di turismo.

Turismo sul quale influisce in modo significativo anche l’università di Pisa, seconda in Italia per la capacità di attrarre gli iscritti fuori regione. “Non dimentichiamo che ammontano a 850 mila le presenze turistiche dovute agli studenti. Per questo la ripresa in pieno delle attività universitarie e delle lezioni in presenza è fondamentale per ogni prospettiva di ripresa” – il monito del direttore Pieragnoli che conclude sulle infrastrutture: “sappiamo che le infrastrutture sono in grado di costituire un’attrattiva talmente forte da indurre e condizionare il viaggiatore nella scelta di una determinata destinazione. “Le imprese pisane pagano una fortissima carenza infrastrutturale: dalla mancanza dell’alta velocità ferroviaria, allo scarso collegamento tra Pisa e Firenze e il conseguente dualismo aeroportuale, dalle condizioni inaccettabili della Fi-Pi-Li, all’autostrada tirrenica che non esiste”.

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