Hanno prevalso vecchie logiche, calpestata la rappresentanza di oltre 5.000 imprese”

Pisa 28 luglio 2016 –  Escluse dalla rappresentatività oltre 5.000 imprese pisane, un’anomalia e un fatto gravissimo. E’ questo il giudizio di ConfcommercioPisa alla luce dell’elezione del nuovo componente di Giunta della Camera di Commercio di Pisa avvenuta giovedì 27 luglio. A parlare è Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa: “Per l’ennesima volta a prevalere sono vecchie e superate dalla storia logiche di appartenenza partitiche relative ad accordi risalenti addirittura al 2007, che brutalmente calpestano e fanno un gravissimo torto alle migliaia di imprenditori che hanno liberamente scelto di essere rappresentati proprio da ConfcommercioPisa, tanto più che il posto vacante era relativo proprio ad un membro dimissionario espressione di Confcommercio”.

Prosegue la presidente Grassini: “I numeri parlano chiaro: oltre 5.248 le imprese associate e 2.513 aziende certificate da ruoli Inps, con una crescita percentuale del +145% dal 2008 al 2016 e una differenza in termini assoluti di +1.487 aziende associate. Numeri estremamente significativi ed eclatanti per essere ignorati così come è stato fatto in questa elezione, tanto più in un periodo di crisi e forte contrazione del tessuto imprenditoriale. La scelta risulta ancora più discutibile se pensiamo che un secondo posto in Giunta, dopo quello della Vice-presidenza, è stato assegnato all’altra associazione del commercio che può vantare, si fa per dire, numeri infinitamente più bassi. Parliamo della metà degli iscritti rispetto a quelli Confcommercio e un trend negativo del -19% secondo una logica paradossale, per cui disporre della metà della rappresentanza imprenditoriale consente di occupare in Camera di Commercio il doppio dei seggi! Non credo che esista alcuna possibile ragione che giustifichi questo scempio di ogni buon senso e ci sarebbe solo da ridere se in ballo non ci fosse la tenuta e il sostegno alle imprese pisane”.

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Siamo lontanissimi dalla realtà delle cose” – così conclude Grassini – “e scelte incomprensibili e controproducenti come questa, non fanno altro che minare alla radice la credibilità di una istituzione la cui vocazione è proprio quella della massima rappresentatività e vicinanza al mondo imprenditoriale. Anche se il Palazzo ha deciso di arroccarsi in questa operazione miope e di così corto respiro, ciò non solo non impedirà ma darà ancora più forza a Confcommercio nel continuare nel proprio ruolo di autentico portavoce di gran parte delle imprese pisane”.

 

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