ETICHETTATURA TESSILE E DELLE CALZATURE

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ETICHETTATURA TESSILE E DELLE CALZATURE: IMPORTANTE
SUCCESSO DI FEDERAZIONE MODA ITALIA A FAVORE DEI
NEGOZI DI MODA

 

Dopo anni di battaglie sindacali condotte a favore dei negozi da Federazione Moda Italia anche
con l’organizzazione di incontri di sensibilizzazione nelle sedi Confcommercio di pressoché tutta
Italia, è con grande soddisfazione che comunichiamo a tutti i Soci del settore moda che è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 20 dicembre 2017 il Decreto Legislativo 190 del
15 novembre 2017 recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui
alla direttiva 94/11/CE concernente l’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti
delle calzature destinate alla vendita al consumatore ed al Regolamento (UE) n. 1007/2011 relativo
alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione
fibrosa dei prodotti tessili. Provvedimento che entra in vigore il 4 gennaio 2018.

Il serrato confronto con le Istituzioni avviato da Federazione Moda Italia – Confcommercio
sull’etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature ha portato all’esclusione delle pesanti sanzioni
(fino a 3.098) che fino ad oggi sono state elevate al solo commerciante, che poteva avvalersi di un
velleitario diritto di rivalsa nei confronti del fornitore (spesso – come da noi rimarcato – non
esercitato per la presenza di esplicite clausole contrattuali a sfavore della parte più debole).

In particolare, ci preme segnalare che il Decreto Legislativo:

• accoglie tutte le istanze portate avanti con determinazione in questi anni da Federazione
Moda Italia a favore dei negozi soggetti, loro malgrado, a pesanti sanzioni per etichette non
conformi alla normativa italiana ed europea apposte da terzi produttori/fornitori;
• attribuisce una responsabilità diretta e conseguenti pesanti sanzioni (fino a 20.000 euro) a
chi effettivamente etichetta i prodotti (calzature e tessili) e cioè a fabbricante, importatore e al
distributore (ex art. 15 Regolamento UE 1.007/2011, Paragrafo 2 viene “considerato fabbricante ai
fini del presente regolamento qualora immetta un prodotto sul mercato con il proprio nome o
marchio di fabbrica, vi apponga l’etichetta o ne modifichi il contenuto”);
• introduce l’assegnazione da parte dell’Autorità di vigilanza (CCIAA, Agenzia delle Dogane e
dei Monopoli) di un termine perentorio di 60 giorni al fabbricante o al suo rappresentante o al
responsabile della prima immissione in commercio delle calzature o dei prodotti tessili sul
mercato nazionale, per la regolarizzazione dell’etichettatura o il ritiro dei prodotti dal mercato.
Ai soggetti che non ottemperano entro il termine assegnato, si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da 3.000 euro a 20.000 euro

È inoltre importante sapere che il provvedimento prevede che:

• salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante, l’importatore o il distributore che, in
violazione dell’articolo 16 del regolamento (UE) n. 1007/2011, non forniscano, all’atto della messa
a disposizione sul mercato di un prodotto tessile, nei cataloghi, sui prospetti o sui siti web, le
indicazioni relative alla composizione fibrosa ai sensi del regolamento (UE) n. 1007/2011 è
soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.
• Il distributore che mette a disposizione sul mercato le calzature senza avere informato
correttamente il consumatore finale, del significato della simbologia adottata sull’etichetta in
violazione dell’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 94/11/CE, è soggetto alla sanzione
amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro.

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2018-01-04T14:09:29+00:00