Un appello al Governo affinché le guide turistiche siano sottratte alla tagliola della Direttiva Bolkestein. E’ quanto sostengono le guide aderenti a Confguide Confcommercio Pisa. “Come sia potuto accadere che la nostra professione sia finita sotto la mannaia della Bolkestein resta ancora un oggi un mistero” – scrivono le guide pisane in una nota – “quando in realtà per caratteristiche e tipologia di professione le guide turistiche dovrebbero essere ricomprese, come è ovvio, nella direttiva riguardante le professioni. Non stiamo parlando di una difesa corporativa, perché se è vero che l’interesse primario è proprio quello di difendere la dignità e il posto di lavoro di migliaia di professionisti in tutta Italia, dall’altro si tratta di tutelare il futuro del nostro immenso e straordinario patrimonio storico artistico”.

“Le imprese multinazionali non debbono abusare della posizione dominante che spesso detengono” – proseguono le guide pisane – “e lo Stato Italiano ha il dovere di tutelare storia e cultura made in Italy dagli appetiti voraci dei grandi tour operator internazionali il cui unico obiettivo è quello di massimizzare i guadagni, a dispetto di ogni altra considerazione. Piazza del Duomo, la Certosa di Calci, la Torre Federiciana, piazza dei dei Priori e molti altri luoghi di Pisa e provincia non possono essere assimilati a semplici luna-park in cui chiunque ha facoltà di improvvisarsi conoscitore e divulgatore. E’ la stessa normativa europea a riconoscere alla guida turistica una specificità professionale, dato che possiede una qualificazione peculiare, riconosciuta dall’autorità competente del paese visitato, a partire dalla quale guida i visitatori nella lingua da loro scelta ed interpreta il patrimonio culturale e naturale di un territorio”.

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