I profili caratterizzanti gli Home Restaurant sono tipici dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande

Gli Home Restaurant hanno gli stessi obblighi normativi delle attività di ristorazione. Non lascia spazio a interpretazioni la sentenza n. 492/2024 di secondo grado del Tribunale di Pisa in merito alla vicenda di Montopoli Valdarno, dove il Comune aveva adottato un’ingiunzione nei confronti di un Home Restaurant per aver esercitato attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico in assenza della necessaria SCIA.

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che conferma quanto sosteniamo da anni: gli Home Restaurant sono a tutti gli effetti attività di somministrazione di alimenti e bevande e per questo devono rispettare i medesimi obblighi normativi di un ristorante e di un pubblico esercizio” afferma il presidente Fipe Confcommercio Provincia di Pisa Alessandro Trolese. “Le regole devono essere uguali per tutti: chi intende aprire un’attività di Home Restaurant ha l’obbligo di presentare una SCIA in Comune e siamo felici che dopo cinque anni la sentenza del Tribunale di Pisa abbia fatto definitiva chiarezza su questo punto mettendo a tacere interpretazioni arbitrarie e fake news”.

Definisce la sentenza “una legittima e sacrosanta tutela per tutti i professionisti della ristorazione che rispettano scrupolosamente le regole” la presidente di ConfRistoranti Confcommercio Pisa Daniela Petraglia – “Non era ammissibile che migliaia di ristoratori non sapessero se chiunque potesse svegliarsi la mattina e fare loro concorrenza senza nemmeno dichiarare l’apertura dell’attività. Stesso settore stesse regole, altrimenti parliamo di concorrenza sleale. Bene ha fatto il Comune di Montopoli a ricorrere in appello contro la sentenza del Giudice di Pace di San Miniato che ha creato solo confusione su un tema molto delicato e cruciale, sia per quanto riguarda la concorrenza e il rispetto delle regole e dall’altro per la tutela dei consumatori. Un vero ristorante osserva regole sanitarie importanti documentando quotidianamente tutti i passaggi legati alla manipolazione ed alla conservazione degli alimenti e delle bevande, adempie ad oneri fiscali e contributivi con grande attenzione e osserva norme rigide in materia di sicurezza sul lavoro. Oltre a questi basilari gli adempimenti sono innumerevoli e spesso la minima disattenzione può generare sanzioni salatissime”.

Quando abbiamo deciso, fra il 2019 e il 2020, di ricorrere in appello avverso la sentenza del Giudice di Pace, nonostante le minacce di “esposto all’autorità giudiziaria” nei miei confronti da parte di un’associazione rappresentante della “categoria” degli home restaurant, era perché ritenevamo importante fare chiarezza sul tema” – afferma l’assessore alle attività produttive del Comune di Montopoli Valdarno Valerio Martinelli – “stiamo parlando di una questione giuridica che va a tutela degli esercenti e dei cittadini, visto che quando si tratta della regolamentazione della somministrazione di alimenti e bevande, aldilà del caso specifico, trattiamo di leale concorrenza ma soprattutto di tutela dei consumatori. Sono felice che il Tribunale si sia espresso in favore del Comune proprio nell’interesse di tutti e ringrazio i colleghi Avvocati Calderani e Pericoli per il lavoro svolto, così come ringrazio la Fipe Confcommercio per la collaborazione offerta”.