Il direttore Pieragnoli risponde all’ex presidente del Parco San Rossore Manfredi: “Gli imprenditori del litorale pisano non hanno padrini”.

Pisa, 5 settembre 2016 – Gli imprenditori del litorale pisano non hanno padrini e questo l’ex presidente Manfredi dovrebbe saperlo benissimo.

Risponde così Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, al j’accuse rivolto al mondo imprenditoriale dall’ex presidente dell’Ente Parco San Rossore Migliarino Massaciuccoli Fabrizio Manfredi:

“E’ comprensibile che l’amarezza di Manfredi alteri la serenità di giudizio, ma se dopo tutti questi anni non lo ha ancora capito, ci tengo ad informarlo che il mondo imprenditoriale del litorale pisano non ha padrini di nessuna sorta, se non quelli del lavoro, degli investimenti, della competitività e del massimo rispetto della natura. Perciò, sostenere genericamente come fa Manfredi che le imprese del litorale sono composte da gente che vorrebbe fare ciò che vuole nel Parco è una colossale sciocchezza e una inaccettabile semplificazione”.

Evidentemente in questi anni alla guida del Parco il presidente Manfredi non è riuscito a cogliere lo spirito delle richieste e soprattutto del generoso impegno degli imprenditori pisani” – prosegue Pieragnoli – “gente che non risparmia idee, tempo e investimenti sostanziosi affinché l’intera area costiera possa crescere e progredire in linea con trend di sviluppo perfettamente compatibili con la valorizzazione e la salvaguardia ambientale. Altro che imprenditori insofferenti ai vincoli, che ci sono e ci debbono essere, ma certo non succubi di laccioli e cavilli utili soltanto ad alimentare una burocrazia autoreferenziale e sterile, controproducente e nemica di ogni salvaguardia del bene naturale e di una sua corretta fruizione”.

Certo, è più facile trincerarsi dietro il rispetto formale di qualche codicillo borbonico e astruso, che rimboccarsi le maniche e provare a migliorare la situazione” – conclude il direttore di ConfcommercioPisa: “A giocare sulla pelle della riserva naturale, svilendone possibilità concrete di futuro, vivibilità e sviluppo sostenibile, all’interno di una precisa comunità, non sono certo gli imprenditori del litorale pisano, ma tutti coloro che si appellano alla natura per giustificare l’immobilismo di uno status quo che non ha più ragione di essere”.

 

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