Il latte pastorizzato potrebbe essere niente più che acqua sporca. Questa la denuncia contenuta in una mail che da diversi anni rimbalza su internet in una specie di catena di sant’Antonio che sembra non fermarsi mai e continua a creare allarmismo nei consumatori. Il messaggio che continua ad aleggiare sul web recita così: “ Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pastorizzato un’altra volta, fino ad un massimo di 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, e riducendo anche il valore nutritivo. Il latte poi ritorna sul mercato con dei numerini rossi o neri sul fondo della confezione (foto sottostante scattata da me in un supermercato). I numerini indicherebbero il numero di volte che il latte è stato pastorizzato e introdotto nuovamente sul mercato. Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pastorizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…”.

Si tratta di una notizia totalmente falsa ed è l’ennesimo atto diffamatorio nei confronti di un alimento essenziale sulla nostra tavola. Non è affatto vero che la legge consenta il recupero per l’alimentazione umana del latte pastorizzato scaduto per rivenderlo come fresco: la legge prevede che il trattamento di pastorizzazione possa venire applicato solo sul latte crudo e quindi una sola volta. L’applicazione di 72 gradi centigradi per 15 secondi è sufficiente a distruggere anche i germi patogeni più resistenti al calore, come quelli della tubercolosi. La pastorizzazione non uccide tutti i microrganismi. Per raggiungere questo scopo ci vuole un trattamento termico più forte, detto di sterilizzazione, che si ottiene sottoponendo il latte a un calore a 145 gradi per pochi secondi. Se subisse questo trattamento più volte risulterebbe di colore più scuro, sul marroncino e quindi non vendibile. Per verificare che il latte non abbia subito trattamenti di riscaldamento multipli si effettuano delle analisi di laboratorio.

E’ quindi molto strano che i produttori che contravvengono alla legge, lo scrivano sulla confezione con numerini leggibili per tutti.

Ultima chicca, la spiegazione dei numerini. Effettivamente, guardando sotto le confezioni del latte pastorizzato in cartoni, i numeretti dall’1 al 5 ci sono, ma hanno tutt’altro significato, rispetto a quello denunciato. Si tratta di numeri utili per la rintracciabilità del materiale di imballaggio e non hanno niente a che vedere con l’alimento confezionato.

Fonte Il Corriere Della Sera

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