Lezione di legalità ai ragazzi del Liceo XXV Aprile

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Pontedera – Ha ricevuto l’invito direttamente dai ragazzi del Liceo XXV Aprile di Pontedera per parlare loro di legalità e contraffazione. E’ durata due ore la “lezione di legalità” che Federica Grassini, presidente ConfcommercioPisa ha svolto davanti ad oltre trenta ragazzi delle classi prima, seconda e terza del Liceo Classico Scientifico XX Aprile.

Rispetto delle regole, contraffazione, made in Italy, consumo responsabile, acquisti on line, ma anche consigli pratici su come riconoscere un prodotto tarocco e leggere una etichetta, questi sono stati i temi portanti della lezione rivolta agli studenti.

Partendo dalla considerazione che “vendere prodotti contraffatti è un reato” la presidente Grassini ha svelato, con il corredo di statistiche e inchieste, il mercato criminale e lo sfruttamento che si nasconde dietro il semplice acquisto di una borsa, un paio di occhiali e qualsiasi altra cosa taroccata. Non c’è settore economico immune: dall’abbigliamento agli occhiali, dalle scarpe agli accessori, dai farmaci ai prodotti alimentari, ai giocattoli, a molto altro. Un fenomeno che dal 2008 al 2014 ha raggiunto in Italia i 4,4 miliardi di euro e oltre 377 milioni di oggetti sequestrati.

Purtroppo la Toscana è la seconda regione in Italia nella produzione del falso, con Prato capitale indiscussa” – ha spiegato Grassini, sottolineando con forza che “commette un reato penale chi produce e vende un prodotto contraffatto, mentre oltre a rischiare una sanzione fino a settemila euro, chi lo acquista è suo complice, alimenta la criminalità e lo sfruttamento dei lavoratori, spesso minori, mette a rischio la sua salute e quella dei suoi cari”.

Come non incorrere in un acquisto di merce contraffatta?” – questa la domanda di uno studente, alla quale Grassini ha risposto con una serie di indicazioni: “Non comprare dagli abusivi, controllare la qualità dei prodotti acquistati, diffidare di prezzi troppo bassi, verificare la presenza del marchio CE, leggere bene le etichette che riportano la composizione dei tessuti espressa in italiano e senza abbrevazioni”.

Sono almeno dieci i buoni motivi per non comprare prodotti falsi, raccolti in un decalogo che Grassini ha lasciato agli studenti presenti: “Sicurezza della salute, sanzioni, rapporto qualità prezzo, occupazione, concorrenza sleale, fisco, ricadute sociali, criminalità, aspetto etico sociale, aspetto penale”.

Non solo la necessaria repressione delle forze dell’ordine” – il commento a margine di Grassini – “per limitare un fenomeno così dilagante, l’informazione e la sensibilizzazione dei consumatori diventano fondamentali, soprattutto se rivolti ai più giovani. Ho riscontrato grande interesse da parte dei ragazzi, questa è solo la prima tappa di una serie di incontri presso le scuole della nostra provincia”.

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2016-10-06T14:02:55+00:00