Oltre 2 mila barche, più di trenta aziende per un indotto che muove maestranze di ogni genere, dalla vendita di nuove imbarcazioni al refitting, questa è la realtà dei porticcioli d’Arno, che insieme al porto di Marina di Pisa e alla cantieristica del Canale dei Navicelli rappresentano il polo della nautica pisana.

“Oggi questo polo soffre una situazione che non può in alcun modo restare senza soluzione” – dichiara con preoccupazione Massimo Bacherotti, presidente dell’Associazione Porticcioli Arno di Confcommercio. Il riferimento del presidente Bacherotti è alla “capillare e forte azione di controllo e limitazione che le autorità marittime stanno attuando lungo tutta la linea di costa del nostro litorale, e più nello specifico la chiusura totale ai diportisti nella zona del Gombo. Come abbiamo visto in questi giorni dalle cronache locali, il tema è al centro del dibattito politico, con il solito corollario di rimpalli di competenze e quant’altro. Noi rappresentiamo il comparto nautico, non vogliamo e non possiamo permetterci il lusso di restare fermi a guardare. La nostra proposta è quella di istituire un effettivo un tavolo di concertazione, condiviso tra tutti i soggetti coinvolti, con cui affrontare alla radice il problema della fruizione del nostro mare, così fondamentale per il settore nautico e per l’intera economia del territorio”.

L’ordinanza numero 42 del 2007 della Capitaneria di Porto di Livorno prevede che nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre è vietato navigare e ancorare entro i 250 metri dalla spiaggia. Rilancia il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Le aree protette esistono un po ovunque, in Sardegna, in Corsica, al Giglio, non si capisce per quale motivo gli unici penalizzati debbano essere i diportisti che scelgono il litorale pisano. Naturalmente, tutto questo, nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente, ma anche salvaguardando l’effettiva possibilità di una fruizione ordinata dell’area del Gombo, tra l’altro in perfetta coerenza con il progetto di navigabilità dell’Arno, da noi promosso e realizzato dal comune di Pisa, che è ormai giunto alle sue fasi finali, che a queste condizioni rischia seriamente di naufragare”.

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Arianna Gherardeschi