Importante riconoscimento per il presidente di FederModa Confcommercio Pisa

Lorenzo Nuti è stato eletto nel Consiglio Direttivo Nazionale di Federerazione Moda Italia-Confcommercio e per il prossimo quinquennio farà parte della squadra guidata dal neopresidente Giulio Felloni. Un importante riconoscimento per il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio Provincia di Pisa e imprenditore dello storico negozio Enzo Abbigliamento di Pontedera, nel gruppo dirigente della più importante organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso dei settori moda, abbigliamento, calzature, tessile, pelletterie, accessori e articoli sportivi.

“Ringrazio i colleghi di FederModa e Confcommercio per la fiducia riposta nei miei confronti, affronterò questo incarico con entusiasmo e disponibilità per proseguire anche nel consiglio nazionale il percorso già intrapreso a livello provinciale” le parole di Lorenzo Nuti. “Insieme al presidente Felloni e ai colleghi consiglieri ci impegneremo per il rilancio dei 30mila negozi del settore che rappresentiamo, imprese che costituiscono un modello di commercio positivo, accogliente e di qualità, a garanzia della fiducia e affidabilità che la clientela ci riconosce. Tra gli obiettivi prioritari anche la costituzione di un gruppo Giovani imprenditori di Federazione Moda Italia e lo sviluppo delle imprese femminili del settore”.

Insieme a Nuti, entrano nel consiglio nazionale il presidente regionale FederModa e presidente FederModa Confcommercio Arezzo Paolo Mantovani e il presidente FederModa Confcommercio Pistoia e Prato Sergio Tricomi.

“I migliori complimenti a Lorenzo Nuti per questo risultato che premia il lavoro svolto a livello provinciale” i complimenti del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli. “Siamo sicuri che la sua elezione contribuirà a rendere ancora più forte e autorevole la voce delle imprese del settore moda, abbigliamento e calzature, un comparto che nel 2019 contava quasi 115mila imprese attive e oltre 85mila unità locali in Italia, e che principalmente a causa della pandemia e del perdurante calo dei consumi in due anni ha perso più di 15mila punti vendita e più di 30mila addetti”.

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