Confcommercio: “Mistificazione inaccettabile, no al divieto di musica dopo mezzanotte”

Il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli reagisce così alle esternazioni a mezzo stampa del presidente della consulta Centro-Stazione Federico Orsini, scritto nero su bianco in una lettera inviata al sindaco Matteo Franconi e al vicesindaco con delega al commercio Alessandro Puccinelli.

“Chi parla di malamovida a Pontedera non conosce il significato di questa parola, perché non basta prendere qualche episodio sporadico, ingigantirlo a dismisura, per renderlo fenomeno cittadino” – spiega il direttore Confcommercio: “Ci sfuggono i fini di queste esternazioni, ma questa operazione di mistificazione e di accusa ai locali è inaccettabile. I locali di Pontedera sono ottimi e accoglienti, offrono a tante persone e a differenti generazioni l’occasione per trascorrere le serate in compagnia e far vivere al meglio la città, grazie all’impegno, al sacrificio e all’investimento di tanti imprenditori. Questa è la realtà dei fatti, mentre il processo di rilancio e riqualificazione del tessuto commerciale è in piena evoluzione, nonostante la pandemia” – aggiunge ancora il direttore: “come associazione collaboriamo in modo leale e puntuale per il bene delle imprese e dell’intera città, e proprio per questo motivo non vogliamo in alcun modo che questo percorso virtuoso sia interrotto da provvedimenti punitivi e ingiustificati, come lo sbandierato divieto di fare musica dopo la mezzanotte” – scrive ancora nella sua lettera Confcommercio: “Sarebbe come spegnere e chiudere i locali, e rassegnarsi ad una Pontedera di nuovo ridotta a dormitorio”.

“Spero che nessuno voglia questo triste ritorno al passato, e mi auguro che, al contrario del divieto di musica dopo la mezzanotte, proprio nell’ottica di dare ossigeno alle imprese e recuperare i due anni perduti del covid, la musica sia consentita fino alle due, almeno per i fine settimana. Perché vivere in una città accogliente, vivace e dinamica è interesse di tutti, anche degli stessi cittadini” -. conclude il direttore di Confcommercio.

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