Fermo restando il nostro apprezzamento per tutte le iniziative che contribuiscono a rafforzare il turismo a Pisa, citare pubblicamente a sproposito gli imprenditori e i commercianti pisani, accusandoli di essere scarsamente coinvolti nell’evento, così come ha fatto il comitato organizzatore della Pisa Marathon, ci pare un grave errore da matita blu.

L’accusa si fonderebbe soprattutto su un dato numerico poco realistico, per non dire gonfiato. Secondo gli organizzatori, ciascuno dei 5.000 atleti/visitatori avrebbe speso una cifra media di 400 euro. Per chi conosce anche minimamente le dinamiche di questo mondo, sa che è impensabile che atleti e accompagnatori possano spendere una cifra media superiore ai 100 euro, per un giro d’affari calcolabile intorno alle 500.000 euro. Ovvero, esattamente un quarto rispetto alla stima calcolata e diffusa dal comitato della Pisa Marathon.

Al di là dei numeri, il succo del ragionamento consiste nel capire se Pisa Marathon, già a partire dalla prossima edizione, abbia l’ambizione di andare oltre l’aspetto puramente sportivo, per diventare a tutti gli effetti un evento turistico. In quel caso, ConfcommercioPisa è disponibile ad offrire ampia collaborazione e sostegno, evitando alcune spiacevoli incongruenze organizzative dell’ultima edizione: una su tutte, la chiusura al traffico veicolare per un arco temporale eccessivo e sproporzionato, addirittura dalle ore 8 del mattino alle ore 16 del pomeriggio, una decisione che ha drasticamente ridotto gli incassi dei commercianti in quella giornata.

Confermiamo di essere prontissimi a svolgere il nostro ruolo all’interno di una cabina di regia condivisa, ad una condizione: gli imprenditori non possono essere chiamati in causa solo quando fanno comodo, ma vanno coinvolti attivamente all’interno dei processi decisionali più significativi. Solo in questo caso, il sostegno potrà essere massimo e il risultato finale soddisfacente per tutti. La data del 21 dicembre è vicina, crediamo che sia il caso di iniziare a lavorare sin da ora”.

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