Mercati: Il comune di Pisa ammette i fiorai

Mercati: Il comune di Pisa ammette i fiorai

Confcommercio: “Il via libera è il primo passo per tornare tutti a lavorare!”

Gli ambulanti di fiori e piante già da domani saranno ammessi ai mercati di Pisa, a partire da via Paparelli e via San Martino. Lo prevede una delibera del comune di Pisa che ammette la vendita ambulante su posteggio per prodotti di florovivaismo. A darne l’annuncio il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Un atto di una importanza fondamentale, perché intanto amplia la platea degli ambulanti che possono subito tornare a lavorare, nonostante i disastri che l’ultimo Dpcm comporta per questa categoria. E’ solo l’inizio, ma riconosciamo all’assessore Pesciatini e ai suoi uffici una straordinaria disponibilità nel venire incontro alle esigenze di operatori che sono letteralmente stremati da un anno senza incassi. Meno male che ci sono i comuni di buona volontà che fanno prevalere le esigenze degli imprenditori e non ho dubbi sul fatto che questo provvedimento del comune di Pisa sarà replicato anche in tutti gli altri della provincia. Anche perché proprio dai territori dobbiamo fare scudo contro queste scelte pasticciate e deleterie della politica nazionale e del governo, che nulla conoscono della realtà delle cose”.

La delibera del comune chiarisce come nel precedente periodo di lockdown, la vendita nei mercati comunali di fiori, piante semi e fertilizzanti è stata regolarmente eseguita sulla base delle norme di sicurezza specificatamente assegnate ai mercati stessi e non ha costituito motivo di assembramento; considerando inoltre la deperibilità degli stessi prodotti dispone ammissibile nei mercati comunali, oltre alla vendita dei generi alimentari, anche la vendita di fiori, piante, semi e fertilizzanti da parte dei soggetti abilitati.

“Questo di Pisa è solo il primo passo nella direzione giusta e nel sacrosanto diritto degli ambulanti al lavoro” – aggiunge il direttore Confcommercio. “Non si comprende in alcun modo perché uno stesso prodotto possa essere venduto ovunque meno che al mercato, così come è inaccettabile che si conceda alla grande distribuzione di poter vendere di tutto, anche l’abbigliamento, e la medesima possibilità sia negata ai negozi al dettaglio specializzati. Siamo in presenza di clamorose distorsioni che il Governo deve correggere tempestivamente. Noi come Confcommercio territoriale continueremo a far pressione costante affinché le imprese tornino a lavorare, com’è nel loro pieno diritto”.

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