Confcommercio: “Costi insostenibili, senza interventi l’unica prospettiva è la chiusura”

Una delegazione di imprenditori di Confcommercio Provincia di Pisa sarà presente alla mobilitazione regionale organizzata lunedì 14 novembre alle 10.30 a Firenze da Confcommercio insieme alle altre associazioni regionali di categoria contro il caro-bollette.

Interventi urgenti e risolutivi: questo chiediamo al Governo appena entrato in carica” afferma il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli. “L’unica prospettiva per molti imprenditori altrimenti sarà la chiusura, solo nella nostra provincia rischiamo di perdere 1.000 imprese e 3.000 posti di lavoro. Abbiamo messo le bollette in vetrina, spento la luce nelle attività, perso la voce a forza di fare appelli, ma ora il tempo sta per scadere: saremo presenti insieme ad altri 400 imprenditori da tutta la Toscana per chiedere di affrontare questa emergenza con misure tempestive, prima che il dramma economico che già molti stanno attraversando abbia conseguenze sociali, costringendo gli imprenditori a scelte dolorose ma necessarie per sopravvivere”.

Non è accettabile” prosegue Pieragnoli “che la bolletta di un albergo passi da 8.000 a 32.000 euro in un anno, che quella di una pizzeria salga da 800 a 5.000 euro, quando i nostri vicini europei hanno costi decisamente inferiori rispetto agli esorbitanti prezzi italiani: fino al 70% in meno in Francia e fino al 30% in Spagna”.

Dopo la pandemia, la guerra, l’inflazione che viaggia ormai verso il 12% le attività sono in ginocchio” dichiara il presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi. “Il caro energia sta dando il colpo di grazia a molte imprese e piccole attività già prosciugate da cali di fatturato. Serve un Piano energetico nazionale che preveda la diversificazione delle fonti e dei fornitori, oltre a interventi immediati come il sostegno alla liquidità delle imprese, la rateizzazione delle bollette e il rafforzamento e l’estensione temporale dei crediti di imposta sui costi energetici, prima che la luce di molte attività si spenga definitivamente. Purtroppo, come troppo spesso accade, la politica ha tempi di reazione non adatti alle emergenze. Troppe chiacchiere e poca concretezza. Cerchiamo di garantire supporto ai nostri associati con ogni mezzo a disposizione, abbiamo cominciato a fare webinar per dare suggerimenti in materia, ma è possibile che i nostri amministratori si siano resi conto del problema così tardi e ancora si sia fatto così poco?”.

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