Pisa non sarà ostaggio di una minoranza: gli studenti rispettino la città

“Piazza dei Cavalieri non è il loro salotto di casa e l’acquisto illegale di alcool alimenta l’economia sommersa”

La grande maggioranza degli studenti rispetta le regole, non sarà una piccola minoranza, per quanto rumorosa, a preoccuparci. ConfcommercioPisa stigmatizza l’interruzione del concerto di Capossella e replica alle accuse rivoltegli dal gruppo studentesco Exploit. “Sarà bene che si diano una calmata e che imparino a rispettare le regole, invece di agitarsi tanto” – risponde duro il direttore Federico Pieragnoli: “Piazze e strade non sono certo cosa loro e non pensino che una città come Pisa sia messa sotto scacco da una minoranza arrogante che pretende dagli altri tutto ciò che primi loro non sono in grado di offrire: a cominciare dal rispetto”.

Rispetto del lavoro, dell’impegno, degli investimenti, della creatività e del sacrificio di tutti coloro che si sforzano con grande generosità di fare qualcosa di utile per Pisa, proprio come gli organizzatori di Numeri Primi” – riconosce Pieragnoli: “Escano quanto prima dal bozzolo dell’ideologia e imparino che nel mondo pasti gratis non ne esistono. Per quanto ci riguarda non hanno diritto a nulla, se non a rispettare le più elementari regole di convivenza civile come tutti, anche perché piazza dai Cavalieri, come Ponte di mezzo, come ogni altro spazio della città non è in alcun modo cosa loro”.

Il manager Confcommercio tocca infine un punto cruciale: “Sono a tal punto inconsapevoli o in malafede, da ammettere candidamente di acquistare alcolici venduti in modo illegale a prezzi stracciati, senza provare un’ombra di pudore o di vergogna nell’alimentare una economia sommersa che genera danni a tutti i livelli. Noi siamo qui a difendere Pisa da coloro che considerano gli spazi pubblici come il salotto di casa, un luogo dove fare i propri comodi senza rendere conto niente a nessuno. Si rassegnino, quel tempo è finito e Confcommercio continuerà a lavorare ogni giorno, affinché questa città sia vissuta e frequentata da persone perbene e civili: come anche gli studenti di Exploit potrebbe essere, ma che ancora non sono”.

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Alessio Giovarruscio

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