Approvata l’estensione della gratuità per i pubblici esercizi – Confcommercio: fondamentale per turismo e lavoro!

Plaude Confcommercio Provincia di Pisa alla decisione del Consiglio Comunale di Pisa, che nell’ultima seduta ha approvato l’esenzione del suolo pubblico per tutti i pubblici esercizi, fino al al 31 dicembre 2022.

“Un provvedimento che abbiamo chiesto e che consideriamo fondamentale per la tenuta di bar, ristoranti, locali e affini” – commenta il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Gli effetti del Covid sono ancora fortissimi, l’aumento dei costi di materie prime e tariffe energetiche sono esorbitanti, gli scenari economici dei prossimi mesi sono tutt’altro che stabili e rassicuranti. Per questo, la decisione del Consiglio Comunale rappresenta un sostegno concreto e atteso dall’intera categoria. Non possiamo dimenticare che i fatturati del settore sono ancora inferiori del -22,4% rispetto ai fatturati del 2019 e per una città a vocazione turistica come Pisa una offerta eno-gastronomica di qualità è decisiva per il turismo. Per questa decisione così attesa, ringraziamo il sindaco Michele Conti, la Giunta e il Consiglio comunale per aver compreso le necessità e accolto le richieste delle imprese del settore. Non era scontato”.

“Dopo Lazio e Lombardia, la Toscana con una saldo negativo di -1.000 imprese della ristorazione nel 2021, è la terza peggiore regione italiana, con una variazione percentuale del -5,6%, valore molto superiore rispetto alla media nazionale ferma al -4,8%” – commenta il presidente provinciale Fipe Alessandro Trolese: “Non dimentichiamo che sostenere le nostre imprese vuol dire salvaguardare soprattutto il lavoro giovanile e quello femminile. Il 40% dei nostri dipendenti ha meno di trent’anni, e il 62% meno di 40 anni, mentre la componente femminile è determinante: oltre cinque dipendenti su dieci sono donne. E sfatiamo un mito: l’utilizzo di contratti a tempo indeterminato è assolutamente prevalente nel comparto dei pubblici esercizi e si attesta sul 64% dell’intera occupazione di settore”.

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