Quel pasticciaccio della fiera di Cascina, che potrebbe anche saltare!

Quel pasticciaccio della fiera di Cascina, che potrebbe anche saltare!

Un brutto pasticcio che potrebbe far saltare il recupero della Fiera di Cascina in programma sabato prossimo. È ConfcommercioPisa a lanciare l’allarme per bocca del suo coordinatore sindacale Alessio Giovarruscio: “Nell’interesse esclusivo degli operatori, convocati dal comune abbiamo risposto in tempi rapidissimi ad un piano che consentisse lo svolgimento della fiera di Cascina quanto prima, nel rispetto delle norme anti-covid e di sicurezza. Un segnale positivo di ripartenza, che però scopriamo oggi che rischia di trasformarsi in un flop clamoroso”.

Giovarruscio spiega che riconvocati con urgenza dall’assessore Favale nella giornata di lunedì, è emerso improvvisamente il fatto che “almeno 17 banchi della fiera dovevano essere spostati dalla loro tradizionale disposizione, per non ostacolare fisicamente e compromettere il lavoro di locali e pubblici esercizi di Cascina, con i loro dehors, tavolini e quant’altro, con la necessità di una riassegnazione dei posti della fiera e una immediata convocazione degli operatori coinvolti in base alla graduatoria. Insomma, esattamente al contrario dei toni trionfalistici usati da Anva Confesercenti, proprio nel merito degli aspetti organizzativi si può parlare tranquillamente di improvvisazione e superficialità, con il rischio concreto non solo di far saltare la fiera, considerando anche il fatto che, come sostenuto dalla dirigente del comune dott.ssa Rosellini, non esistono i tempi tecnici per una modifica del plateatico, ma anche di creare un clima generale di confusione tra gli stessi operatori ambulanti e di conflittualità con i pubblici esercizi”.

Conclude il rappresentante di Confcommercio che “questo gran caos e incertezza, è frutto della disorganizzazione di Anva Confesercenti e di un percorso di concertazione zoppicante e incompleto, e che Confcommercio è a disposizione come interlocutore affidabile affinché il lavoro degli operatori sia valorizzato al massimo e con serietà, nell’interesse di tutti e senza inutili e approssimative forzature che non fanno che danneggiare l’intera categoria”.

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