Coro di no alla proposta del sindaco Deidda di rendere definitivo il mercato di Santa Croce in piazza Oscar Romero. Ci sono ambulanti che non ci stanno al trasferimento definitivo e che tramite la Fiva Confcommercio hanno chiesto un incontro per confrontarsi direttamente con il primo cittadino. “Ci auguriamo che il sindaco accetti di incontrare una delegazione di questi operatori, per poter ascoltare direttamente cosa ne pensano della proposta di restare in piazza Oscar Romero” – spiega il responsabile sindacale di Confcommercio Alessio Giovarruscio: “Il sindaco Deidda ha scelto come interlocutore privilegiato la cosiddetta commissione di mercato, rappresentativa di una minoranza degli operatori, assecondando decisioni che non hanno fatto bene al mercato di Santa Croce. L’emergenza Covid non ha impedito a tutti gli altri mercati della provincia di mantenere gli assetti consueti, pur con gli ovvi e necessari accorgimenti, ancora oggi non si capisce perché solo Santa Croce abbia scelto lo spostamento del mercato e il ritorno in piazza Romero. Un ritorno che oggi si vorrebbe addirittura definitivo!”.

“Qui non viene più nessuno, così com’è questo mercato non ha più futuro” – denuncia un ambulante storico Giovanni Mallia: “Ci sono colleghi che stanno trattando altri mercati e che addirittura vogliono lasciare. Lavoro al 20% di quanto lavoravo in centro, con questa collocazione siamo tagliati fuori. Qui siamo al confine con Castelfranco, chi viene da Fucecchio non si ferma più da noi”.

“L’obiettivo è quello di riavvicinarsi il più possibile in centro, dove c’è vita sociale, ci sono attività commerciali, bar, servizi. Il contesto idoneo per un mercato cittadino, come avviene per Castelfranco, Ponte a Egola, Montelupo. Così lontano abbiamo perso la clientela storica del mercato” – spiega un altro ambulante, Massimo Terri.

“Sono sempre stato dell’idea di restare in centro” – aggiunge Valter Brunelli, banco di abbigliamento: “In centro c’è più movimento, questo è fuori discussione. Qui siamo completamente fuori zona, con il passare dei mesi il mercato si impoverisce sempre di più, a tutto vantaggio di altri mercati vicini”.

Bruno Filidei vende cappelli al mercato di Santa Croce dal lontano 1973: “Lavoriamo zero, venire qui non vale neanche il prezzo del gasolio. La clientela che avevo in centro non si vede più. Se confermano la decisione di restare qua, lascio qui e vado a lavorare Fornacette”.

Stessa antifona per Roberto Cicci, ambulante a Santa Croce dal 2006: “Siamo in molti che lavoravamo di più in centro storico. Se si resta in piazza Romero non ci sono molte alternative alla chiusura”.

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