Gli imprenditori: continuiamo a denunciare ma vogliamo risposte

“Presidio del territorio, giustizia rapida ed efficiente, sistemi tecnologici al servizio della sicurezza di negozi e attività commerciali. L’impatto negativo che la microcriminalità genera sul lavoro di tanti imprenditori e commercianti è semplicemente devastante” – ammette il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Purtroppo siamo in presenza di uno stillicidio quotidiano che non risparmia nessuno, e il cui unico esito è quello di mettere in ginocchio le attività, prolungando uno stato di tensione continua. Andare avanti così non è possibile. Il contrasto alla criminalità passa necessariamente dal potenziamento delle forze dell’ordine e della polizia municipale e dalla loro presenza sul territorio, dalla certezza delle pene e dall’implementazione dei sistemi di videosorveglianza. Su quest’ultimo aspetto, l’attuazione del protocollo nazionale siglato con la prefettura di Pisa diventa un tassello importante sul quale come associazione lavoriamo con più impegno che mai. Ma le istituzioni devono fare la loro parte fino in fondo, aiutandoci a ricreare un clima di fiducia e di collaborazione”.

“Ci dicano quello che dobbiamo fare per non chiudere ogni sera con la paura che al nostro risveglio sia accaduto qualcosa di spiacevole alle nostre attività” – il grido di dolore di Massimo Rutinelli, presidente del Centro storico di Confcommercio e titolare di alcuni locali in città: “Non passa giorno senza che qualcuno di noi non sia costretto a contare i danni economici e morali di furti e danneggiamenti, spesso perpetrati anche per pochi spiccioli. Ogni giorno rischiamo sulla nostra pelle. Gli imprenditori pisani non hanno paura a denunciare e giustamente continuano a farlo, ma confesso che siamo scoraggiati. Nessuno nega o disconosce l’impegno delle forze dell’ordine, ma il rischio che si stia tirando troppo la corda è concreto. Non vorremmo trovarci in futuro a commentare episodi ben più spiacevoli, considerando che ormai hanno il coraggio di entrare anche quando all’interno dei locali ci sono ancora persone al lavoro. Ci aspettiamo segnali forti, concreti, che qualcosa sta cambiando e che il nostro lavoro possa tornare a svolgersi con maggiore serenità”.

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