SosImprese – “Emergenza economica senza precedenti. Rinviare le tasse al 2021. Consumi a picco per 18 miliardi”

Il Decreto Cura Italia è solo un’aspirina che non salverà imprese e posti di lavoro

Ci aspettavamo una ampia moratoria fiscale per le piccole e medie imprese, invece il decreto “Cura Italia” è solo un’aspirina. E’ un vero e proprio SosImprese quello che lancia il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Se gli interventi a sostegno delle imprese saranno soltanto quelli del decreto, terminata l’emergenza sanitaria ci troveremo di fronte ad una emergenza economica senza precedenti e non avremo la forza di ripartire. E questa non è una previsione, ma una assoluta certezza”.

“La stragrande maggioranza di imprese e attività commerciali non lavora da giorni e le prospettive anche per l’immediato sono purtroppo vaghe e indeterminate. Nessuno sa quando finirà l’emergenza sanitaria, sappiamo bene che la scadenza del 3 aprile è utopistica, ma già oggi siamo in grado di stimare una drastica riduzione dei consumi delle famiglie per il 2020. La perdita in termini di consumi sarà superiore ai 18 miliardi di euro e l’economia entrerà in piena recessione. Alberghi e ristoranti lasceranno sul campo oltre 13 miliardi mentre in Toscana, solo per fare un esempio, le imprese del settore turistico, oltre il 10% dell’economia regionale, sono completamente paralizzate con disdette fino al 100%. Siamo in guerra, per questo il Governo abbandoni il fioretto e impugni il bazooka per sostenere imprese e famiglie” – aggiunge con una precisa richiesta il direttore di Confcommercio: “Non è il momento dei bilancini o dei rinvii a qualche settimana o mese. L’una tantum da seicento euro è quasi offensiva. Niente sul fronte delle bollette. Per salvare dalla chiusura migliaia e migliaia di imprese e posti di lavoro occorre intanto che la riscossione di tasse, adempimenti e oneri vari sia rinviata direttamente al 2021, quando ci auguriamo che l’economia possa ricominciare a muovere i primi passi. E poi, un piano Marshall di investimenti quando sarà il momento di ricostruire. Altrimenti, ogni altro ogni sforzo risulterà inutile”.

“Se in questi anni si fosse investito più in sanità, invece di ingrassare una burocrazia autoreferenziale, parassitaria, dannosa e spesso nemica per imprese e cittadini, chissà quanto tempo e denaro risparmiato e ora avremmo forse qualche preoccupazione in meno” – conclude Pieragnoli, invitando – “Governo Centrale, Regioni e Comuni, ciascuno secondo responsabilità e competenze, a fare per la propria parte”.

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