Confcommercio: “Commissioni arrivate al 20%, un sistema economicamente insostenibile per gli imprenditori”

I titolari di bar, locali, ristoranti e negozi di generi alimentari di Pisa e provincia si mobilitano per la giornata di sciopero di mercoledì 15 giugno indetta da Fipe-Confcommercio a livello nazionale e rilanciata da Confcommercio Provincia di Pisa per protestare contro le aziende emettitrici dei ticket dei buoni pasto.

“Nessun locale per l’intera giornata accetterà il buono pasto come forma di pagamento” annuncia il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli. “Una misura estrema ma necessaria per chiedere al Governo una riforma del sistema dei buoni pasto che invochiamo da troppo tempo: è il momento di mettere mano a una legge che presenta troppe storture, a partire dalla prossima gara Consip da 1,2 miliardi di euro e che dovrà prevedere condizioni più vantaggiose per le nostre imprese, che a queste condizioni sono le sole a pagare”.

“Così strutturato il sistema penalizza eccessivamente i 3mila bar, locali, ristoranti, pizzerie di Pisa e provincia, l’intero comparto dei pubblici esercizi, ma anche del commercio alimentare al dettaglio, con una vera e propria tassa occulta” afferma Pieragnoli. “Le commissioni su ogni singolo ticket sono ormai arrivate al 20%, non è possibile che l’attività incassi poco più di 6 euro per ogni buono da 8 euro ricevuto da un cliente. A queste condizioni il sistema dei buoni pasto non è economicamente sostenibile per un’impresa”.

“Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare i lavoratori e più in generale i consumatori sulle gravissime difficoltà che le nostre imprese vivono quotidianamente a causa delle elevate commissioni che dobbiamo pagare sui buoni pasto” precisa il presidente Fipe Confcommercio Pisa, Alessandro Trolese. “Auspichiamo la massima adesione da parte dei pubblici esercizi del territorio per salvaguardare la funzione del buono pasto, strumenti importanti non solo per le imprese, ma anche per i lavoratori che li ricevono come forma di pagamento sostitutivo. Vogliamo senz’altro continuare a garantire questo prezioso servizio, ma a condizioni giuste e dignitose. Andando avanti così sempre meno aziende saranno disposte ad accettarli”

I buoni pasto

Ogni anno in Italia vengono emessi oltre 500 milioni (516.530.946) di buoni pasto per un valore totale di 3,2 miliardi di euro, a beneficio di quasi tre milioni di lavoratori dipendenti (2.769.596).

Il buono pasto permette di realizzare il servizio sostitutivo di mensa: si tratta, infatti, di un documento di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, che attribuisce al lavoratore il diritto di ottenere presso gli esercizi convenzionati (bar, ristoranti, pizzerie, attività al dettaglio, GDO, ecc.) la somministrazione di alimenti e bevande o la cessione di prodotti alimentari pronti per il consumo, per un importo pari al valore riportato nello stesso (IVA inclusa). Proprio per questa sua finalità di garanzia di un pasto, è vantaggioso per il lavoratore e per il datore di lavoro in quanto defiscalizzato e decontribuito fino a 8 euro per i buoni pasto elettronici e a 4 per quelli cartacei, ed è integralmente deducibile dal reddito d’impresa.

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