Confermata la facoltà di avvalersi del cambio di destinazione d’uso per le attività del centro storico

Gli imprenditori del centro storico continueranno ad avere la facoltà di trasferire la propria attività in unità immobiliari idonee o rese idonee sotto il profilo urbanistico, grazie all’accordo integrativo tra comune di Volterra e Regione Toscana. Plaude all’accordo sottoscritto lo scorso 7 maggio il presidente di Confcommercio Volterra Sergio Brizi: “Missione compiuta, questa è una bella notizia che risponde ad una nostra precisa richiesta. Per noi il blocco delle aperture dei pubblici esercizi a Volterra è una misura di contenimento necessaria a salvaguardare l’identità del tessuto commerciale, tutelandolo da una proliferazione incontrollata di attività alimentari e dal rischio concreto di una concorrenza al ribasso che avrebbe omologato il nostro originalissimo e autentico centro storico a tante altre località. Dopo un anno di sperimentazione, restava in sospeso il punto sulla facoltà concessa ai titolari di attività inserite all’interno della cosiddetta zona rossa di avvalersi del cambio di destinazione d’uso di un immobile. L’esperienza ci ha confermato della bontà di questo punto dell’accordo, la cui decadenza avrebbe comportato di mettere gli imprenditori in una posizione di eccessiva subalternità rispetto ai proprietari dei fondi. Per fortuna, oggi e fino al 2022, questo pericolo è sfumato”.

“Questa ulteriore intesa integrativa sottoscritta con la regione conferma Volterra tra i comuni più all’avanguardia nella difesa dei valori essenziali per il commercio locale come identità e qualità, grazie all’applicazione puntuale di una normativa ad hoc” – aggiunge il responsabile territoriale di Confcommercio Luca Favilli: “Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno compreso perfettamente questo principio e questa nostra richiesta, il risultato è stato raggiunto, e per questo li ringraziamo. Nei prossimi mesi ci confronteremo con la stessa modalità di collaborazione, per programmare al meglio gli interventi del triennio futuro”.

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